Se c'è un museo che da solo giustifica un viaggio a Perugia, è la Galleria Nazionale dell'Umbria. Ospitata ai piani superiori del Palazzo dei Priori, in Corso Vannucci, raccoglie l'arte prodotta in Umbria e nei territori vicini dal Duecento in avanti, con un nucleo di capolavori del Quattrocento e del primo Cinquecento che non ha eguali. Dopo un importante intervento di rinnovamento, la Galleria ha riaperto nel 2022 con un allestimento moderno, luminoso e piacevole da percorrere.
Un museo dentro un palazzo medievale
Già l'edificio vale la visita. Le sale si susseguono sotto volte a crociera e finestre gotiche, e il dialogo tra le architetture medievali e i pannelli espositivi contemporanei è uno degli aspetti più riusciti del nuovo percorso. Il cammino è cronologico: si parte dal Medioevo e si arriva fino all'età barocca, seguendo l'evoluzione della pittura umbra e i suoi rapporti con Siena, Firenze e le altre grandi scuole italiane.
Le prime sale: scultura gotica e fondi oro
Il percorso si apre con la scultura. Qui si trovano le figure scolpite da Arnolfo di Cambio per la seconda fontana pubblica della città, quella detta degli Assetati, insieme a opere legate al cantiere della Fontana Maggiore. Seguono le grandi croci dipinte e le tavole a fondo oro: tra i nomi che si incontrano ci sono Duccio di Buoninsegna, maestro della pittura senese, e Gentile da Fabriano, protagonista del gotico internazionale.
Nelle sale dedicate al primo Quattrocento spicca il Polittico Guidalotti di Beato Angelico, dipinto per la chiesa di San Domenico a Perugia: un'opera luminosa, in cui l'eleganza gotica si apre già allo spazio e alla luce del Rinascimento.
Piero della Francesca e il Polittico di Sant'Antonio
Uno dei momenti più alti della visita è il Polittico di Sant'Antonio di Piero della Francesca, realizzato negli anni Sessanta del Quattrocento per il monastero delle terziarie francescane di Sant'Antonio da Padova, a Porta Sant'Angelo. Al centro la Madonna in trono con il Bambino, affiancata da santi; nella cimasa una sorprendente Annunciazione, con un porticato in prospettiva che sembra sprofondare nella tavola. È una lezione di geometria e di luce che vale da sola il biglietto.
Perugino e Pinturicchio, i due maestri di casa
La Galleria custodisce la raccolta più ricca al mondo di opere di Pietro Vannucci, il Perugino, a cui sono dedicate intere sale. Si possono seguire tutte le fasi della sua carriera: le figure serene e composte, i paesaggi umbri dolcissimi sullo sfondo, gli spazi ariosi che influenzarono il giovane Raffaello, che fu suo allievo.
Accanto a lui, il conterraneo Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio. Il suo capolavoro qui esposto è la Pala di Santa Maria dei Fossi, ricca di dettagli preziosi, di ori e di piccoli racconti dipinti con gusto quasi miniaturistico. Mettere a confronto i due pittori, sala dopo sala, è uno dei piaceri della visita.
Il Collegio del Cambio, a pochi passi
Usciti dalla Galleria, non perdete il Collegio del Cambio, nello stesso Palazzo dei Priori con ingresso da Corso Vannucci. Era la sede della corporazione dei cambiavalute, e la sua Sala dell'Udienza fu interamente affrescata dal Perugino con figure di eroi, sapienti, profeti e sibille. Tra le decorazioni c'è anche il celebre autoritratto del pittore, che guarda il visitatore da una cornice dipinta. Si tratta di un percorso di visita distinto dalla Galleria.
Una giornata d'arte a Perugia si organizza facilmente partendo da Villa Flora: il centro storico è a circa 10 minuti di auto, oppure si può lasciare l'auto al parcheggio di Pian di Massiano e salire con il Minimetrò. La sera, il rientro sulla collina di Lacugnano è l'occasione per ripensare con calma a ciò che si è visto. Scopri gli appartamenti disponibili e le altre mete nella pagina dei dintorni.
Una giornata d'arte, poi il verde
Dopo i musei di Perugia, rientra nei tre appartamenti indipendenti di Villa Flora, con giardino tra gli olivi e parcheggio privato gratuito.